No al licenziamento del lavoratore infortunato che supera il comporto giovedì, Giu 13 2013 

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Cassazione sent. n. 14756 del 12.06.13

Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore che ha superato il periodo di comporto se l’infortunio è avvenuto per cause di lavoro o – similmente – si tratti di infortunio “in itinere”. Pertanto ha diritto alla conservazione del posto l’infortunato che, in tali casi, abbia superato il tetto massimo consentito di assenze per malattia (cosiddetto “comporto”).

A stabilirlo è la Cassazione, con una recente sentenza. Secondo la Suprema Corte non può ritorcersi contro il dipendente la patologia che egli abbia contratto per essere alle dipendenze del datore di lavoro. La regola vale anche per il lavoratore vittima dell’infortunio in itinere, ossia l’evento (quello cioè capitato al lavoratore durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, oppure durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro).

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Demansionamento e Risarcimento del Danno giovedì, Mag 20 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 8893 del 14 Aprile 2010 ha stabilito che in caso di accertato demansionamento professionale del lavoratore, il giudice di merito può desumere l’esistenza del relativo danno, determinandone anche l’entità, con processo logico-giuridico attinente alle prove presentate, anche presuntive, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità dell’esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto.

Inoltre, la Corte ha specificato che costituisce credito di lavoro non solo quello retributivo, ma ogni credito che sia in diretta relazione causale con il rapporto di lavoro e, quindi, anche il credito per il risarcimento dei danni cagionati al lavoratore dall’inadempimento della società datrice di lavoro.

Infine, la Corte ha precisato che la nozione di giustificatezza del licenziamento si distingue da quella di giustificato motivo e consiste nell’assenza di arbitrarietà o, per controverso, nella ragionevolezza del provvedimento che lo dispone, da correlare alla presenza di valide ragioni di cessazione del rapporto.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Clonazione carta di credito: come chiedere il risarcimento martedì, Mag 18 2010 

 

Nonostante la massima prudenza e grande attenzione nell’utilizzo degli strumenti di pagamento come il Bancomat e la carta di credito, spesso purtroppo capita di trovare nell’estratto conto spese per acquisti mai effettuati.

In questi casi è molto probabile che la carta di credito sia stata clonata, ragion per cui occorre agire tempestivamente al fine sia di bloccare la carta, sia di ottenere il risarcimento.

In particolare, sia per il Bancomat, sia per la carta di credito, occorre come primo passo bloccare subito lo strumento di pagamento chiamando il numero apposito, di norma un numero verde gratuito, che può variare da banca a banca…[continua…]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Il contribuente disordinato non solleva il professionista dalle proprie responsabilità mercoledì, Mag 12 2010 

Cassazione, sentenza 26.4.2010 n. 9916.

Con il primo motivo il ricorrente denuncia erronea e insufficiente motivazione ex art. 360 c.p.c., n. 5, rispetto al combinato disposto di cui agli artt. 2909 e 2729 c.c., su un punto decisivo della controversia, avuto riguardo alla affermazione della responsabilità professionale del Dott. F. sulla scorta del solo contenuto dell’accertamento compiuto dall’Ufficio delle Imposte dirette di Cervignano e dalle Commissioni Tributarie di 1^ e 2^ grado.

L’affermazione di responsabilità del F. poggiava esclusivamente sull’acritico recepimento delle risultanze di un accertamento del reddito compiuto dall’Ufficio delle Imposte Dirette di Cervignano a carico dello Z. per l’anno 1996 e di due sentenze delle Commissioni di 1^ e 2^ grado, tra loro non concordanti.

In pratica, i giudici di appello aveva dato per scontato che la pretesa avanzata dal Fisco nei confronti dello Z. fosse legittima e che spettasse al F. confutare le risultanze delle sentenze pronunciate dalle Commissioni Tributarie. L’errore compiuto dalla Corte territoriale era evidente…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Vanno risarciti i danni per il mancato matrimonio martedì, Mag 11 2010 

Cass. sez. civ. sentenza n. 9052/2010.

La Corte di Cassazione ha stabilito che “lo scioglimento di una promessa di matrimonio” è una ”espressione del diritto fondamentale della libertà di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potrà mai considerarsi condotta antigiuridica”

Tuttavia rompere il matrimonio senza giusto motivo comporta che: ”la promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte”. 

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

I semafori T-red? Legittimi – In arrivo multe per 60 milioni mercoledì, Mag 5 2010 

Valide le sanzioni bloccate dopo l’inchiesta dei pm di Verona.

MILANO — Una stangata da 60 milioni di euro per gli automobilisti, una boccata d’ossigeno di pari entità per una quarantina di Comuni italiani, un’incognita sul destino delle inchieste giudiziarie sui semafori T-red, quelli che con l’apparato semaforo-computer-telecamera rilevano e documentano in foto l’infrazione al rosso: appena pochi giorni dopo che la Procura di Verona ha chiuso le indagini e contestato al padrone della ditta produttrice di aver ingannato lo Stato e i Comuni e gli automobilisti «ottenendo fraudolentemente nel 2005 l’omologazione dal Ministero dei Trasporti in mancanza dei presupposti di legge», ora proprio una verifica amministrativa del Ministero conclude invece che il dispositivo è regolarmente omologato.

Conseguenza: se vacilla l’ipotesi di reato di «frode nelle pubbliche forniture» mossa dal pm veronese Valeria Ardito all’amministratore unico Stefano Arrighetti della ditta Kria srl produttrice dei semafori T-red, le multe rimaste sinora in sospeso, e sulle quali ormai i Comuni non facevano più conto perché a difettare sembrava fosse il presupposto della regolare omologazione di questo genere di semaforo, torneranno a essere pretese dai circa 40 Comuni in gioco, grandi e piccoli in mezza Italia, da Perugia a Sabbioneta, da Corsico a Castelfranco Emilia, da Vittorio Veneto ad Alzate Brianza e Pieve Emanuele.

E l’ammontare totale di queste multe “scongelate”, che spaventerà o rallegrerà a seconda lo si consideri dal punto di vista del portafoglio degli automobilisti o delle casse dei Comuni, sfiora i 60 milioni di euro…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Cassazione, no scelte razziste: “Non si può decidere il ‘colore'” mercoledì, Apr 28 2010 

La procura della Suprema corte, sollecitata dall’associazione Amici dei bambini, afferma che le coppie che chiedono l’adozione non possono dirsi indisponibili a ricevere piccoli di pelle nere o di etnia non europea.

E chiede il pronunciamento delle Sezioni unite della Cassazione.

ROMA – Sollecitata da un esposto dell’associazione Amici dei bambini, la procura generale della Cassazione afferma che le coppie intenzionate a chiedere in adozione uno o più bambini non possono dirsi indisponibili a ricevere bimbi di pelle nera o di etnia non europea.

La procura della Suprema Corte ha espresso questo orientamento innanzi alle Sezioni Unite, che dovranno prendere posizione al più presto…[continua…]

Da La Repubblica   la notizia qui

Buona Pasqua giovedì, Apr 9 2009 

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Lo Studio Legale augura a tutti Voi una Felice Pasqua.

Le attività riprenderanno mercoledì 15 aprile 2009.

Avv. Maria Grazia Mei

Dott. Massimiliano Calcaterra

Azione legale da parte dei piccoli azionisti Alitalia lunedì, Mar 16 2009 

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Di seguito un comunicato fattoci pervenire da Giovanni D’Agata.

 

 

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Riflessioni sulla violenza sessuale giovedì, Gen 29 2009 

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I recenti casi di violenza sessuale, le modalità con cui essi sono stati realizzati meritano una profonda riflessione.

Se è vero che il numero delle denunce è diminuito nel corso dell’ultimo anno, è pur vero che i casi di violenza sessuale mai denunciati dalle vittime, specialmente ove tale violenza sia avvenuta tra le mura domestiche, rimangono nell’ombra.

Senza dubbio e sempre con maggiore frequenza, si registrano casi di violenza sessuale di gruppo:il branco che aggredisce, che violenta, che priva la vittima della sua capacità di autodeterminazione, che le impone ciò che dovrebbe essere frutto di una sua libera scelta.

Viene già da chiedersi quali siano le ragioni che possono spingere il singolo individuo a compiere un crimine tanto odioso e tanto esecrabile e la giustificazione può essere reperita nei manuali di criminologia e di psicologia: disprezzo nei confronti del genere femminile, traumi, indole violenta, ecc.

Di fronte a fenomeni di violenza sessuale operata dal branco si rimane senza parole: cercare di comprendere cosa possa unire singoli individui nella realizzazione del disegno criminoso risulta davvero difficile.

La matrice ideologica senza dubbio gioca la sua parte, così come giocano la loro parte i fenomeni di emarginazione e di discriminazione.

L’ideologia prima di tutto, dicevo. Mi riferisco tanto al diffondersi sempre più frequente dell’idea della donna oggetto, quanto a quel genere di educazione morale che vede il desiderio come qualcosa che va sempre assecondato e che necessita di appagamento. Il controllo delle pulsioni viene meno, perché va sempre e comunque realizzato ogni singolo istinto, anche il più bestiale.

C’è anche una logica punitiva alla base di questi fenomeni. La donna ormai compete con l’uomo in ogni settore, i costumi morali non le impongono determinati ruoli, né determinati comportamenti come avveniva, purtroppo, sino a qualche decennio fa. Il solo modo per alcuni uomini per affermarsi è quello di dimostrare la propria superiorità attraverso la sola cosa in cui spesso sono superiori: la forza fisica. Possedere la vittima, esercitare violenza sulla sua volontà e sul suo corpo significa affermare la propria potenza.

Sesso ad ogni costo: le immagini diffuse dai mass media, del resto, ormai mostrano solo donne formose e superdotate, che si affacciano dai manifesti pubblicitari o dagli schermi televisivi quasi urlando un “prendimi, sono tua”. Si tratta sempre più spesso dell’immagine di donne con un corpo sexy e attraente, ma del tutto senza cervello: l’oca di tanto tempo fa.

Viene da sorridere ripensando alla morale dell’epoca fascista che voleva santa la mamma, la sorella e la moglie, quest’ultima con tutte le dovute cautele. Tutte le altre erano donne da possedere: l’uomo era uomo solo se possedeva più donne, ne parlava come di donne di strada e se ne vantava con gli amici nel bar sotto la propria abitazione.

Mi viene da pensare che in molti casi non siamo molto lontani da questo genere di mentalità e forse è anche questo modo di pensare che riesce a unire più uomini nel compimento di un atto di violenza sessuale. 

Se poi si riflette sul fatto che alcuni di questi crimini sono perpetrati da parte di extracomunitari o di cittadini neocomunitari, ci si rende facilmente conto che la violenza è spesso frutto di emarginazione: non avere abbastanza denaro per “comprare” una donna; voler punire un’intera comunità colpendo i soggetti fisicamente più deboli e quelli che in un certo senso incarnano anche il simbolo di perpetrazione di un’etnia.

Rimane il fatto che nessuno riflette seriamente sul destino delle vittime, sul loro dramma personale, sul fatto che la loro vita e la loro esistenza risulterà per sempre condizionata da una simile terribile esperienza.

Avv. Maria Grazia Mei

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