Assenze per malattia: pubblicata la circolare ministeriale martedì, Mar 9 2010 

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dip. Funzione Pubblica, Circolare 19.2.2010 n. 7.

Per quanto riguarda il primo periodo del comma, rimane immutata la disciplina sostanziale già introdotta con l’art. 71, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008 (il quale viene contestualmente abrogato dall’art. 72, comma 1 del decreto legislativo n. 150 del 2009) e, con essa, rimangono valide le indicazioni già fornite in precedenza circa l’interpretazione della norma (circolari numeri 7 e 8 del 2008 e circolare n. 1 del 2009).

Si ribadisce pertanto che la legge ha voluto prevedere per le amministrazioni un dovere generale di richiedere la visita fiscale, anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, ma che ha tenuto conto anche della possibilitàche ricorrano particolari situazioni, che giustificano un certo margine di flessibilità nel disporre il controllo valutandone altresi’ l’effettiva utilita’…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

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Visite fiscali effettuate dai medici Inps: disposizioni operative mercoledì, Set 17 2008 

(Inps, Corcolare 12.9.2008 n. 86)

Con messaggio n. 015999 dell’ 11 luglio 2008 è stata comunicata la pubblicazione in G.U. del 7.7.2008 del D.M. 8 maggio 2008 che – in attesa di una completa rivisitazione della vigente disciplina di cui al D.M. 12 ottobre 2000 da effettuarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore (08/07/2008) del D.M. in oggetto – ha previsto nuove disposizioni relative ai compensi dell’attività dei medici di controllo ed al numero delle visite da attribuire agli stessi. In particolare per la disciplina dei compensi le nuove disposizioni hanno novellato le ultime finora vigenti, di cui alle circolari nn. 222/86; 2747/87; 111/97 e 4/2001, le quali, conseguentemente, sono da intendersi superate limitatamente agli aspetti disciplinati dal nuovo D.M.

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Statali: ‘fannulloni’ pronti al ricorso – Sul piede di guerra contro Brunetta lunedì, Lug 28 2008 

I dipendenti riuniti nel “Comitato fannulloni operosi”, raccolgono firme in tutta Italia
L’avvocato: prima dei dipendenti devono essere messi sotto controllo i dirigenti

ROMA – Sono tantissimi i cosidetti “fannulloni” pronti a fare ricorso al Tar del Lazio contro le norme messe a punto dal governo per contrastare l’assenteismo. E intanto alcuni dipendenti pubblici si sono già organizzati nel “Comitato Fannulloni Operosi” (Co.F.O.) e stanno raccogliendo firme in tutta Italia.

Il comitato. “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio” spiega Pippo Saieva, membro del Co.F.O, il Comitato Fannulloni Operosi. “Il ministro dovrebbe preoccuparsi di constatare chi lavora e chi no, chi premiare e chi no. Si parla solo di doveri del dipendente senza considerare i diritti. E abbiamo pure il contratto scaduto da più di un anno” commenta Saieva. Il Comitato, composto da 110 tra dipendenti statali e dirigenti, sta raccogliendo le firme per il ricorso contro la circolare del ministro Renato Brunetta.

Il ricorso. A preparare il ricorso sarà l’avvocato Carlo Rienzi. Il legale spiega che prima dei semplici dipendenti devono essere messi sotto controllo i dirigenti e i vertici di enti e ministeri.

Nel documento che arriverà ai giudici amministrativi, si sottolinea come la circolare Brunetta presenti “forti dubbi” di legittimità costituzionale, violando la parità di trattamento, il sistema di tutela sociale e il principio di efficienza previsti dalla Costituzione. “Nessun requisito di necessità e urgenza si rileva per giustificare l’introduzione di queste indicazioni nel decreto legge” commenta Rienzi.

Infermità. Sotto la lente del Tar finirà l’articolo del dl nel quale si prevede l’esclusione di trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio: ciò sembra annullare, verrà sottolineato nel ricorso, “il diritto inviolabile alla salute ed i corollari diritti al ristoro economico per chi subisce una lesione alla salute invalidante per causa di servizio”.

Gli statali, inoltre, potranno impugnare la norma nel punto in cui prevede che sia corrisposto il solo trattamento economico fondamentale, senza indennità o emolumenti, nei primi 10 giorni di assenza per malattia: la disposizione, secondo l’avvocato Rienzi, “trasforma la malattia, che è una causa di forza maggiore che impedisce la prestazione, in una sorta di ‘colpa’ del lavoratore e lo punisce privandolo di una parte della retribuzione come se la malattia fosse un escamotage per ‘marinare’ il lavoro”.

Le madri lavoratrici. La stessa norma, spiega l’avvocato Rienzi, “punisce anche l’assenza della lavoratrice madre, alla quale le condizioni di lavoro, invece, dovrebbero consentire, in base ai principi costituzionali, l’adempimento della sua essenziale funzione familiare”.

Le fasce orarie di reperibilità. Anche l’estensione delle fasce orarie di reperibilità del lavoratore malato, entro le quali vengono effettuate le visite di controllo, saranno impugnate al Tar, afferma Rienzi: “La specifica norma che lascia solo ‘un’ora d’aria’ all’ammalato per uscire di casa, non tiene conto delle tante malattie che impongono proprio di non restare in casa, come quelle di tipo depressivo; come non tiene conto di chi ha necessità di assistere disabili o altre situazioni particolari”. Per l’avvocato, “le norme di Brunetta sembrano ignorare tutti i diritti ormai acquisiti, frutto semplicemente di un ordinamento giuridico rispettoso delle più elementari libertà”.

Il part-time. Saranno esaminate anche le novità sul part-time, con le quali diventa facoltà dell’amministrazione dar seguito o meno alle richieste dei dipendenti di trasformare il rapporto di impiego dal tempo pieno a quello parziale.

L’esonero per anzianità. Tra le voci da inserire nel ricorso, sarà esaminato anche il meccanismo di esonero dal servizio negli ultimi 5 anni di anzianità: “Appare ingiusto – spiega Rienzi – che siano esclusi da questa possibilità i lavoratori della scuola e che la decisione se accogliere o meno la richiesta sia affidata alla discrezionalità del dirigente”.

La manifestazione. “Brunetta sei tu il fannullone, vai a lavorare”. Così protestano i sindacati del pubblico impiego (Cgil, Cisl e Uil) davanti a Palazzo Madama questa mattina contro il decreto manovra e il taglio di 200 euro alla busta paga dei lavoratori della pubblica amministrazione. “Non siamo fannulloni”, ripetono i lavoratori nei megafoni.

Da La Repubblica   la notizia qui

Strusciatine sul fondoschiena in discoteca? E’ violenza sessuale giovedì, Lug 24 2008 

Continua il carosello delle avance vietate. Strusciarsi in discoteca sul fondoschiena di una ragazza per tentare un approccio indesiderato è violenza sessuale.

Con la sentenza n. 30851 del 23 luglio 2008 la Cassazione ha confermato la condanna a un anno e 2 mesi (con la condizionale) nei confronti di un giovane che si era strusciato in discoteca sul fondoschiena di una ragazza.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Brunetta dichiara guerra ai falsi malati venerdì, Lug 18 2008 

Circolare del ministero alle pubbliche amministrazioni: «Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia»

ROMA – Giro di vite per limitare le assenze ingiustificate dei dipendenti pubblici. D’ora in poi la visita del medico fiscale «è sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno». Lo stabilisce una circolare firmata dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni.

«AGEVOLARE I CONTROLLI» – Nel testo si chiarisce che la richiesta di visita fiscale «è sempre obbligatoria, salvo particolari impedimenti del servizio del personale derivanti da un eccezionale carico di lavoro o urgenze della giornata». Il medico potrà poi presentarsi per il controllo con meno limitazioni di orario. Si ampliano le ore in cui potrà essere effettuata la visita, «al fine di agevolare i controlli». Oltre alla burocrazia, la ‘stretta’ si occupa anche del portafoglio dei dipendenti. Ad ogni malattia, nei primi giorni di assenza e indipendentemente dalla durata, si applica la decurtazione della retribuzione, anche se non su tutte le voci dello stipendio. Potrà essere tagliata «ogni indennità o emolumento, aventi carattere fisso e continuativo» e «ogni altro trattamento economico accessorio»: indennità accessione che possono essere quantificate attorno al 25-30% della retribuzione, sottolinea il ministero. Non saranno toccati il trattamento economico tabellare iniziale, la tredicesima, l’anzianità e gli eventuali assegni ad personam.

COMPENSI DI PRODUTTIVITÀ – Le assenze per malattia superiori a 10 giorni e, a prescindere dalla durata, alla terza assenza ogni anno, devono essere giustificate con un certificato medico rilasciato da struttura sanitaria pubblica o dai medici convenzionati. La circolare fornisce inoltre indicazioni alle amministrazioni sull’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva, ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme. In particolare, i compensi di produttività potranno essere percepiti «solo in misura corrispondente alle attività effettivamente svolte e ai risultati conseguiti» e nell’erogazione dei compensi incentivanti «deve essere esclusa ogni forma di automatica determinazione del compenso o di ‘erogazione a pioggia’». In pratica, se si fanno assenze non si ha diritto ai premi economici dovuti alla produttività. Inoltre i contratti collettivi dovranno quantificare i permessi retribuiti stabilendo sempre un monte ore massimo, al fine di «impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario»…[continua…]

Da Il Corriere Della Sera   la notizia qui

Vedi anche: “Decreto Brunetta” – D.L. 112 del 25.06.2008 – art 71

Vedi anche: “Decreto Brunetta” D.L 112 del 25.06.2008 – art 80: Verifica invalidità civili

Vedi anche: Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia

Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia mercoledì, Lug 16 2008 

Arrivano anche per i 500mila dipendenti di Regioni ed enti locali le prime indicazioni operative sul taglio agli stipendi nei primi 10 giorni di malattia, disposto dall’articolo 71 del Dl 112/2008. Le conseguenze non sono positive per gli interessati, e la misura si rivela più incisiva del previsto.

Rispondendo al quesito di un’amministrazione, punta dell’iceberg di pressioni sindacali che si sono attivate negli enti locali, l’Aran ha messo nero su bianco un elenco di 12 voci stipendiali colpite dalla stretta antiassenteismo, in cui rientrano anche indennità di comparto, retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa, cioè dei dipendenti di categoria D che in virtù di un incarico a termine svolgono mansioni tipiche di un livello superiore, e indennità di direzione e staff per il personale dell’ex ottava qualifica funzionale.

Tutte queste voci, insieme con le remunerazioni più specifiche ( turno, orario notturno e tempo potenziato), rientrano nello stop imposto nei primi dieci giorni di malattia dal Dl 112, che salva solo il «trattamento fondamentale». Di quest’ultimocapitolo fanno parte solo stipendio tabellare, tredicesima e progressione orizzontale che, in quanto «forma di carriera esclusivamente retributiva», di fatto si traduce in un aumento del tabellare.

Salvi, ma assai più rari, sono anche le retribuzioni individuali di anzianità precedenti alla scomparsa degli scatti a fine anni ’80 e gli eventuali assegni ad personam nati dall’esigenza di mantenere la retribuzione individuale di chi prima occupava posti meglio pagati…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Vedi anche: Statali: ‘fannulloni’ pronti al ricorso – Sul piede di guerra contro Brunetta

Vedi anche: Brunetta dichiara guerra ai falsi malati

Note a margine del D.L. 112/2008: contrapposizione ai principi Costituzionali o istituzione di nuove guarentigie giuridiche? mercoledì, Lug 9 2008 

(Nota dell’Avvocato Adriano Buzzanca – Specialista in Diritto delle Comunità Europee)

Il prodotto legislativo definito con d.l. 25.06.2008 n. 112 recante: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione Tributaria” pubblicato nella G.U. 25.06.2008, n. 147 S.O., si delinea all’orizzonte di un albeggiare di critiche. Il liberismo economico espresso nel presente provvedimento, ad una lettura superficiale, lascerebbe intendere la volontà del legislatore di limitare la spesa pubblica introducendo realmente una normativa pretestuosamente restrittiva delle finanze pubbliche.

Da un esame preliminare del d.l. in relazione ai principi costituzionali si evince che il Governo non può adottare delle disposizioni urgenti come quelle del presente testo normativo al fine di introdurre una disciplina che di fatto non implichi alcuna urgenza; a riprova di quanto detto giova ricordare che l’art. 77 della Costituzione sancisce: “Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

“Decreto Brunetta” – D.L. 112 del 25.06.2008 – art 71 mercoledì, Lug 2 2008 

Da qualche giorno i nostri cari lettori ci stanno chiedendo informazioni sull’ormai famigerato art 71 del “decreto  Brunetta”. Di seguito pubblichiamo il testo. Invitiamo i lettori interessati a lasciare un commento, a scambiarsi opinioni e informazioni qui sotto. Questa pagina è dedicata a voi!

Art. 71

Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni

1. Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei primi dieci giorni di assenza e’ corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennita’ o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonche’ di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento piu’ favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonche’ per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti dall’applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa.

2. Nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.

3. L’Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilita’ del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, e’ dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi.

4. La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le modalita’ di fruizione delle stesse, con l’obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni. Nel caso di fruizione dell’intera giornata lavorativa, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.

5. Le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa. Fanno eccezione le assenze per congedo di maternita’, compresa l’interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternita’, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l’espletamento delle funzioni di giudice popolare, nonche’ le assenze previste dall’articolo 4, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e per i soli dipendenti portatori di handicap grave, i permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.

Vedi anche: Ddl Brunetta: sì del Senato, è legge

Vedi anche: Statali: ‘fannulloni’ pronti al ricorso – Sul piede di guerra contro Brunetta

Vedi anche: Brunetta dichiara guerra ai falsi malati

Vedi anche: “Decreto Brunetta” D.L 112 del 25.06.2008 – art 80: Verifica invalidità civili

Vedi anche: Note a margine del D.L. 112/2008: contrapposizione ai principi Costituzionali o istituzione di nuove guarentigie giuridiche?

Vedi anche: Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia

Le assenze dal domicilio del dipendente malato in occasione delle visite di controllo possono giustificare il licenziamento giovedì, Feb 21 2008 

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LE ASSENZE DAL DOMICILIO DEL DIPENDENTE MALATO IN OCCASIONE DELLE VISITE DI CONTROLLO POSSONO GIUSTIFICARE IL LICENZIAMENTO – Per inadempienza agli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro (Cassazione Sezione Lavoro n. 3226 dell’11 febbraio 2008, Pres. Ianniruberto, Rel. Amoroso).

Chabchoub L., dipendente della s.r.l. System Service con mansioni di cuoco, si è assentato dal lavoro per malattia il 22 gennaio 2005 (sabato); il 24 gennaio ha ottenuto dal suo medico un certificato con prognosi al 1 febbraio 2005 e lo ha inviato alla datrice di lavoro e all’INPS. L’INPS ha disposto due visite di controllo, il 25 e 26 gennaio, ma in tali occasioni il lavoratore non è stato trovato in casa; egli non si è nemmeno presentato alle visite di controllo ambulatoriali fissate per il 27 e il 28 gennaio. L’azienda gli ha applicato le sanzione disciplinare di un giorno di sospensione per l’assenza del 22 gennaio e lo ha quindi nuovamente sottoposto a procedimento disciplinare per assenza ai controlli. Egli si è giustificato sostenendo di non essere stato trovato in casa perché si era recato presso il domicilio di una cugina per farsi assistere.

L’azienda lo ha licenziato motivando la decisione con riferimento all’art. 167 del CCNL per i dipendenti di pubblici esercizi, che prevede la sanzione espulsiva in caso di assenza ingiustificata superiore a cinque giorni. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento davanti al Tribunale di Bolzano sostenendo che la sua assenza dal lavoro doveva ritenersi giustificata in quanto non era stata contestata l’esistenza della malattia e che l’assenza al controllo doveva ritenersi sufficientemente sanzionata con la perdita del trattamento economico di malattia. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello di Bolzano hanno ritenuto la domanda priva di fondamento, affermando l’esistenza di una giusta causa di licenziamento. Il lavoratore ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione della Corte di Bolzano per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Vedi anche:  Visita controllo domiciliare: assenza ingiustificata del lavoratore

Vedi anche:  Ancora una sentenza in materia di visita medico fiscale

Malattia: legittima l’assenza a controllo medico per cause imputabili alla struttura sanitaria venerdì, Feb 15 2008 

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(Cassazione, sez. lavoro, sentenza 28.1.2008 n. 1809 – Giovanni Dami)

In tema di riconoscimento del diritto alla indennita’ economica di malattia negata dall’Inps a causa dell’assenza del lavoratore alla visita fiscale merita attenzione la sentenza della cassazione, sezione lavoro n.1809/2008.

In molti casi analoghi (contestazione dell’assenza a controllo medico Inps) l’assenza del lavoratore puo’ risultare giustificata qualora il medesimo riesca a provare che l’allontanamento dalla residenza e’ scaturito da una reale necessita’ di sottoporsi a cure mediche, all’aggravarsi della patologia, ecc….

Nel caso oggetto della sentenza 1809/2008 il lavoratore si e’ allontanato dalla propria residenza su invito specifico dell’Inps a recarsi alla competente Asl in un determinato giorno. Guarda caso il giorno indicato nell’invito cadeva in coincidenza con la festa del Santo Patrono. Ovviamente il lavoratore ha trovato chiusa la struttura sanitaria non potendo esperire il successivo controllo medico. Da qui il ricorso e la sentenza.
(Giovanni Dami)

Da La Previdenza  la notizia qui

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